Economia circolare

Al via Ecomondo, si parte con gli Stati Generali della Green Economy

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La manifestazione, a Rimini fino a venerdì, festeggia i 20 anni. I primi giorni dedicati alle potenzialità della green economy italiana.

L’8 novembre prende ufficialmente il via Ecomondo, fiera internazionale che ormai si definisce l’expo delle tecnologie green. L’appuntamento è a Rimini fino all’11 novembre. Una manifestazione diventata ormai un’eccellenza italiana che mostra come il nostro Paese sia sempre stato attento a quella che oggi viene definita “economia circolare”: nel 2016 Ecomondo festeggia 20 anni, testimoniando come il mondo, in questi due decenni, sia cambiato profondamente.

Per riflettere sul passato, e soprattutto sul futuro, si inizia come di consueto con una due giorni di dibattiti: si tratta della quinta edizione degli Stati Generali della Green Economy, che si svolgeranno l´8 e il 9 novembre, organizzati dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 64 associazioni di imprese green, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e il Ministero dello Sviluppo Economico e con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Le grandi potenzialità della green economy italiana e la sua bassa percezione internazionale sono i temi posti al centro della edizione 2016. Gli Stati Generali della Green Economy si aprono l’8 novembre, nel corso della sessione mattutina di apertura, e i lavori proseguiranno poi nel pomeriggio nel corso di 5 sessioni parallele di approfondimento. La mattina del 9 novembre si terrà, infine, la sessione conclusiva dedicata al tema “Le città: driver della green economy”, preceduta dalla presentazione delle policy recommendation del Consiglio Nazionale della Green Economy.

La due giorni testimonia come la green economy possa essere un driver fondamentale per una ripresa solida dello sviluppo in Italia. La green economy italiana esprime, infatti, eccellenze a livello europeo che, se adeguatamente promosse ed estese, potrebbero trascinare investimenti e nuova occupazione. Analizzando 8 tematiche strategiche (emissioni di gas serra, rinnovabili, efficienza energetica, riciclo dei rifiuti, eco-innovazione, agroalimentare di qualità ecologica, capitale naturale e mobilità sostenibile) con 16 indicatori chiave e mettendo a confronto l´Italia con le altre 4 principali economie europee (Germania, Regno Unito, Francia e Spagna), emerge che la green economy italiana – anche se non priva di debolezze – nel complesso si colloca ad un sorprendente 1° posto. Questa l’analisi della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, basata su dati validati a livello europeo, contenuta nella prima parte della Relazione sullo stato della green economy 2016 .

La green economy italiana conquista in questa classifica fra le cinque principali economie europee ben 4 primi posti (nella quota di rinnovabili, nel riciclo dei rifiuti speciali, nelle emissioni pro-capite nei trasporti e nei prodotti agroalimentari di qualità certificata) e ben 3 secondi posti (nell’efficienza energetica, nella produttività delle risorse e nell’agricoltura biologica). Nonostante alcuni punti deboli (l’aumento delle emissioni di gas serra nell´ultimo anno, la bassa crescita delle rinnovabili negli ultimi tre anni e l’elevato consumo di suolo) complessivamente la green economy italiana realizza la migliore performance complessiva fra le 5 principali economie europee, evidenziando così rilevanti possibilità di sviluppo.

La seconda parte della Relazione di apertura degli Stati generali 2016 pone l’accento su un altro tema centrale: la percezione della green economy italiana a livello internazionale, analizzata con una valutazione comparata tra 80 Paesi nel mondo, realizzato dal centro di ricerca ´Dual Citizen´ di Washington DC. In questa graduatoria basata sulla percezione internazionale, l’Italia crolla al 29° posto su 80: è l’unico grande Paese europeo che ha una percezione di gran lunga peggiore delle sue performance (al contrario delle Germania che ha invece una percezione green superiore alle sue performance).

“Le eccellenze italiane nel campo della green economy – ha detto Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – restano più forti delle difficoltà che pure non mancano: sostenere le eccellenze e recuperare le difficoltà è una via percorribile di rilancio economico che in Italia non ha uguali. Nulla ha potenzialità di sviluppo comparabili con quelle della green economy in Italia. Perché abbiamo invece una così scarsa reputazione green all´estero? Perché noi stessi comunichiamo poco e male, con scarsa convinzione, le tante cose buone che si fanno in Italia e comunichiamo invece con grande enfasi quelle negative che purtroppo non mancano e che dovremmo impegnarci di più a eliminare”.

Per maggiori informazioni, consulta il programma degli Stati Generali della Green Economy

Per tutti gli eventi della fiera, consulta il sito di Ecomondo

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