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Beneficenza grazie al riciclo dei tappi di sughero

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L’idea di una bancaria di Pordenone: in 3 anni donati quasi 17 mila euro grazie a rete di 700 punti di raccolta.

La rivoluzione dell’economia circolare, spesso, parte dal basso. E’ il caso di Tappodivino, un progetto avviato da una bancaria di Pordenone, Roberta Maset, diventata “la signora dei tappi di sughero”, che si è resa conto che togliendo il sughero dai rifiuti era possibile produrre un valore economico in grado di finanziare progetti di solidarietà.

“Il tutto è nato un paio di anni fa – racconta Roberta Maset al Messaggero Veneto – perché sono molto attenta al riciclo e non sapevo dove buttare i tappi di sughero. Ho fatto una ricerca su internet e mi sono imbattuta nel progetto etico della Amorin Cork”.

L’idea è diventata presto un progetto etico che prevede il riciclo dei tappi di sughero e la loro conversione in materiali per la bioedilizia, con il ricavato destinato a Onlus operanti in ambito oncologico.

“Grazie alla collaborazione di una cooperativa sociale – spiega Il Piccolo di Trieste – il tappo di sughero viene purificato da tutto ciò che è estraneo (gabbiette, silicone, plastica, ecc.) e portato all’azienda riciclatrice che lo riduce in graniglia, trasformando i sugheri in ottima materia prima.”

Una tonnellata di tappi riciclati vale 700 euro che, al netto delle spese, vengono donati alle Onlus che partecipano al progetto. L’iniziativa, scattata meno di 3 anni fa, è arrivata a coinvolgere circa 700 punti di raccolta distribuiti fra Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale, recuperando 24 tonnellate di sughero (l’equivalente di più di 3 milioni di tappi) e generando 16.800 euro da investire in beneficenza.

In questo percorso, Roberta Maset ha contato sull’aiuto della famiglia Moretto, titolare di un’impresa di demolizioni a Pordenone in via Roveredo. “Mi hanno messo a disposizione un capannone – spiega Maset al Messaggero Veneto – Siccome i tappi vengono considerati rifiuti speciali e non materia prima, serviva una certificazione per poterli gestire, e loro l’hanno fatta”, oltre a mettere a disposizione, sempre gratuitamente, i mezzi per la consegna. Poi ci sono, spiega il Messaggero Veneto, i fratelli Zanon di Cordenons, di 80 e 83 anni, che ricevono nel loro garage le piccole quantità di tappi e le selezionano così da consegnare materiale puro.

Consulta il sito del progetto

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