Economia circolare

Economia circolare: i 10 comandamenti del Guardian

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La testata britannica riassume in dieci punti perché una transizione verso un sistema basato su riuso e riciclo è fondamentale.

 

L’economia circolare, basata sull’eliminazione degli sprechi attraverso il riciclo e il riuso, guadagna consensi e conquista le prime pagine dei giornali. Il britannico The Guardian, una delle testate più blasonate al mondo, ha deciso di spiegare ai suoi lettori perché cambiare conviene, con un decalogo ad hoc.

1 Benefici economici

Secondo le stime di World Economic Forum, Ellen MacArthur Foundation e McKinsey, con i modelli di economia circolare si potrebbero generale mille miliardi di dollari l’anno da qui al 2025.

2 Riduzione dei rifiuti

La Gran Bretagna, come altri Paesi, sta migliorando la propria efficienza nell’uso di risorse. Secondo un recente studio di Wrap (Waste and Resources Action Programme) e di Green Alliance, l’ammontare di risorse sprecate è sceso dai 210 milioni di tonnellate del 2000 ai 160 milioni del 2010. Nello stesso periodo, il numero di risorse riciclate è cresciuto da 50 a 150 milioni di tonnellate, mentre le risorse estratte o importate sono scese dai 520 ai 420 milioni di tonnellate.

3 Vantaggi ambientali

Le emissioni di anidride carbonica dell’Unione Europea potrebbero ridursi di quasi il 70 per cento entro il 2030 in caso di adozione dei principi base dell’economia circolare, secondo un rapporto del think tank Club of Rome. Tra le strategie da mettere in campo, l’efficienza nell’uso di risorse e energia. Il report sostiene che per raggiungere questo obiettivo è necessario modernizzare la struttura economica già a partire dall’incontro Cop21 di Parigi a dicembre.

4 L’accesso è meglio della proprietà

Rachel Botsman, autrice di Quello che è mio, è tuo, stima che il mercato della sharing economy vale attualmente 26 miliardi di dollari. Il successo di modelli come Airbnb e Uber, così come quello di altre piattaforme simili, mostra come si stia cambiando prospettiva. Secondo un report di Forum for the future, il nuovo trend porterà a “una nuova forma di economia del consumo in cui esperienza e accesso ai beni sono preferibili al concetto di proprietà”.

5. Crea posti di lavoro

In Gran Bretagna, il numero di occupati in attività circolari è cresciuto dai 425 mila del 2008 ai 462 mila del 2012. Secondo Wrap e Green Alliance, con i ritmi attuali di sviluppo si arriverà a 667 mila nel 2030.

6. Apre alla condivisione

Secondo il report Retail Horizons, oltre un terzo dei millennials – i nati tra i primi anni ‘80 e il 2000 – fanno uso di servizi in condivisione. Stando ai calcoli di Forbes, nel 2013 sono stati spesi 3 miliardi e mezzo di dollari in servizi di sharing economy.

7. Ridefinisce gli spazi

Negli Stati Uniti, 15 sindaci hanno firmato la Risoluzione per le Città in Condivisione, che riconosce il potenziale della sharing economy nel migliorare la crescita e l’urbanizzazione, i servizi pubblici e la definizione degli spazi urbani.

8 Il riuso è in crescita

Gli oggetti di seconda mano sono sempre più diffusi. E ora colossi come H&M hanno introdotto contenitori per recuperare gli abiti usati e successivamente riciclare le fibre tessili.

9. Cambia il modo in cui ci spostiamo

A Londra, la metà della popolazione vive a 5 minuti da un noleggio auto e in tutta la Gran Bretagna ci sono oltre 55 mila persone che noleggiano la macchina come alternativa all’acquisto.

10. Le leggi vanno nella direzione dell’economia circolare

Molti Paesi nel mondo stanno cominciando a mettere nero su bianco i propri obiettivi di economia circolare. Il più all’avanguardia è il Giappone: il 98 per cento dei metalli viene recuperato grazie a una legge del 2002. Nel frattempo, la Commissione Europea è al lavoro per un nuovo quadro normativo per l’economia circolare.

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