Economia circolare

Fondi per l’economia circolare, sul podio un progetto italiano

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Ad aggiudicarsi il finanziamento sono due aziende inglesi e Ecodom, consorzio italiano per la gestione degli elettrodomestici.

Tra i pionieri dell’economia circolare c’è anche un pezzo di Italia. Arriva dalla Penisola, infatti, uno dei 3 progetti che saranno finanziati dal Critical Raw Material Closed Loop Recovery, progetto internazionale promosso da ERP – European Recycling Platform in collaborazione con WRAP, EARN, Wuppertal Institute e KTN e con il contributo dello strumento finanziario LIFE dell’Unione Europea finalizzato a incrementare il tasso di recupero delle materie di valore dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Ad aggiudicarsi il bando, svoltosi in contemporanea in Italia, Germania, Regno Unito e Turchia, sono stati i progetti presentati dal consorzio italiano Ecodom, che si occupa della raccolta e del riciclo degli elettrodomestici, e dalle aziende britanniche Axion Consulting e Re-Tek.

“Ecodom è davvero orgogliosa di poter contribuire all’opportunità di incrementare il tasso di recupero delle materie prime critiche dai RAEE – commenta Luca Campadello, Projects & Researches Manager del Consorzio Ecodom – L’idea vincente del progetto è semplice: i dispositivi più interessanti (Cellulari e smartphone, videogiochi, PC, tablet, videocamere) e i dispositivi riutilizzabili saranno raccolti e trattati separatamente dal resto delle apparecchiature per aumentare la concentrazione dei materiali critici e facilitarne il recupero”.

I progetti vincitori propongono nuove modalità organizzative delle attività di raccolta o innovazioni di processo idonee a stimolare e rendere più efficiente il recupero delle materie prime critiche – cobalto, antimonio, grafite, tantalio, terre rare, oro, argento, platino e rame – presenti nelle apparecchiature giunte a fine ciclo di vita.

Grazie al finanziamento, i tre progetti selezionati entreranno da questo mese nella fase di sperimentazione che ne valuterà l’applicabilità e la sostenibilità su larga scala e che si concluderà il 30 giugno 2018.

D’altra parte, Critical Raw Material Closed Loop Recovery si propone un obiettivo ambizioso: raggiungere entro il 2020 un incremento del 5% nel recupero dai RAEE delle componenti critiche, di enorme valore economico e sempre meno disponibili in natura.

Allo stato attuale, nei Paesi UE vengono generate ogni anno circa 9,9 milioni di tonnellate di RAEE. Di questo quantitativo, appena il 30% è avviato a una corretta procedura di trattamento, riuso e riciclo, mentre la percentuale di recupero delle materie prime preziose e rare non supera l’1%.

“Siamo felici che uno dei progetti beneficiari del finanziamento sia italiano, a riprova che il nostro Paese possiede le capacità progettuali, le competenze e le tecnologie di eccellenza per perfezionare ulteriormente il recupero delle materie prime seconde” commenta Umberto Raiteri, Presidente e CEO di ERP SAS, sistema collettivo leader in Europa nella gestione dei RAEE e degli RPA.

I test di raccolta e recupero delle materie prime critiche sono la prima tappa in un progetto del valore di 2,1 milioni di euro e della durata di tre anni e mezzo che è supportato dallo strumento finanziario LIFE dell’Unione Europea e guidato da WRAP. Partner del progetto sono ERP – European Recycling Platform, il European Advanced Recycling Network(EARN), il Wuppertal  Institute e il Knowledge Transfer Network (KTN). I risultati della fase di sperimentazione saranno alla base delle nuove linee guida in materia di raccolta, trattamento e riciclo dei RAEE in tutta Europa.

Per maggiori informazioni, consulta il sito ufficiale di CRM Recovery

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