Economia circolare

Galaxy Note 7, ora bisogna trovare un modo per riciclarli

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2,5 milioni di dispositivi Samsung sono stati richiamati perché prendono fuoco. Il problema adesso è smaltirli in sicurezza.

Che fine faranno i 2 milioni e mezzo di Galaxy Note 7 richiamati dalla casa madre Samsung per gli ormai noti problemi che ha portato alcuni di questi telefoni a prendere fuoco? Diventeranno un rifiuto, questo è certo. Il problema è che così come il prodotto potrebbe essere pericoloso per il consumatore, altrettanto attento dovrà essere chi sarà chiamato a gestirne il riciclo.

Il problema per gli impianti di trattamento, spiega e-Scrap News, è la batteria al litio, che non è rimovibile ed è attaccata al telefono con una supercolla.

Craig Boswell, presidente di HOBI International, gruppo nordamericano specializzato in riciclo di rifiuti elettronici, spiega che smartphone come questo devono essere smontati manualmente prima di passare al recupero dei metalli preziosi contenuti. Per rimuovere la batteria, bisogna esercitare una pressione su di essa, operazione che potrebbe portare a piegarla o forarla, con il rischio che vada a fuoco.

“Chiunque smonti telefoni in grandi volumi ha avuto esperienza di almeno un incendio a causa delle batterie”, continua Boswell.

Shupan Electronics Recycling, azienda del Michigan, sta già prendendo in considerazione misure preventive qualora arrivino dei Samsung da riciclare. Il General Manager Cory Psycher fa sapere di aver ordinato estintori specifici per le batterie al litio e di aver comunicato procedure di sicurezza speciali per gli impiegati.

Samsung ha spiegato a Motherboard di avere un processo per smaltire in sicurezza gli smartphone, ma non ha fornito ulteriori dettagli. I telefoni, comunque, non verranno né riparati né ricondizionati.

Fonte: Resource Recycling

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