Economia circolare

Imballaggi in plastica, nel 2015 raccolte 900 mila tonnellate

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I dati presentati da Corepla e Legambiente: a eccellere è il Veneto, con 23 chili pro capite. Buone pratiche anche al Sud.

Circa 900 mila tonnellate. È il quantitativo di imballaggi in plastica raccolti in Italia nel 2015 da Corepla, il consorzio che si occupa di recuperare questo tipo di rifiuto in Italia. La media è di 15,1 chili per abitante, in crescita rispetto ai 13,9 dell’anno precedente, con punte di eccellenza in Veneto, passato da 21 a 23 chili pro capite. Ma la raccolta differenziata servirebbe a poco senza il riciclo: nel 2015 solo lo 0,8 per cento del materiale raccolto è stato portato in discarica.

Sono questi i numeri e le best practices del riciclo della plastica illustrate a Roma nel corso del convegno sul riciclo della plastica made in Italy, organizzato da Corepla e Legambiente.

L’incontro, introdotto dal presidente di Corepla Giorgio Quagliuolo e dalla presidente di Legambiente Rossella Muroni, ha visto la partecipazione di Mauro Libè, Consigliere politico del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi, del presidente di Montello Spa Roberto Sancinelli e del presidente di Erreplast Srl Antonio Diana.

Alla tavola rotonda sull’economia circolare sono intervenuti Simona Bonafè (europarlamentare, vicepresidente Intergruppo Investimenti di Lungo Termine), Ermete Realacci (presidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera), Giuseppe Marinello (presidente della commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato) e Roberto De Santis (presidente di Conai).

“Contiamo di raggiungere il milione di tonnellate raccolte nel 2017. E se guardiamo il dato del Sud, + 14% nel 2015, possiamo veramente essere orgogliosi di questi numeri. E orgogliosi di un sistema che ha scelto, tra i  primi in Europa, di estendere la raccolta e il riciclo a tutti gli imballaggi in plastica – ha affermato Giorgio Quagliuolo, presidente di Corepla. Perché operando in una logica no profit, Corepla non si è fermata al riciclo degli imballaggi di maggior valore, come le bottiglie in PET, ma negli anni ha lavorato anche su altre tipologie di imballaggi. Imballaggi che sul piano strettamente economico, molti Paesi europei non riciclano, avviandoli a recupero energetico o discarica. Tale scelta ci ha permesso di sperimentare la selezione di nuove tipologie di imballaggi arrivando a creare una importante filiera del riciclo ad elevato tasso di automazione, che crea nuovi posti di lavoro, divenuta oggi eccellenza a livello europeo. Infine vorrei ricordare un altro aspetto che ci rende protagonisti nella creazione di un’economia circolare all’interno dell’Unione Europea: Corepla ha scelto di fornire il suo materiale selezionato solo ad aziende riciclatrici in territorio europeo, sottoposte ad audit (che verifica la loro reale capacità di riciclo) e certificazione europea Eucertplast”.

Il riciclo della plastica ha un ruolo fondamentale all’interno dell’economia circolare e l’Italia può fare ancora meglio ispirandosi a buone pratiche che già esistono sul territorio. Un esempio è la Montello S.p.a. di Bergamo: da produttori di tondini di ferro per il cemento armato si sono trasformati in uno dei principali protagonisti del trattamento e riciclo degli imballaggi in plastica. Con la riconversione, l’impresa ha aumentato notevolmente il numero degli addetti (300 nel 1996, 553 oggi) e punta a crescere ancora. Buone pratiche esistono anche in territori difficili: è il caso della SRI – ERREPLAST di Gricignano di Aversa (CE): fondata da Mario Diana, l’imprenditore ucciso dai casalesi nel 1985, è un innovativo polo di selezione e riciclo degli imballaggi in plastica.

Per maggiori informazioni, visitate il sito di Corepla

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