Scenari

Italia, i rifiuti speciali sono il quadruplo di quelli urbani

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Il dossier dell’ISPRA: nel 2014 il quantitativo gestito è maggiore di quello prodotto. Oltre il 60% viene recuperato.

Il rapporto è di 4 a 1. I rifiuti speciali prodotti in Italia sono molti di più di quelli che tutti considerano i più comuni, gli urbani. Il dato, tuttavia, non deve allarmare: la Penisola è tra le prime nazioni europee per riciclo degli speciali. Questo il quadro presentato dall’ultimo rapporto dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Nel 2014 sono stati prodotti circa 130,6 milioni di tonnellate di speciali a fronte di 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani. Si registra un consistente aumento nella produzione totale: + 5% tra 2013 e 2014 (oltre 6,1 milioni di tonnellate). La crescita è imputabile prevalentemente ai rifiuti speciali non pericolosi da operazioni di costruzione e demolizione e da quelli derivanti dal trattamento dei rifiuti e delle acque reflue. I rifiuti speciali pericolosi, invece, si mantengono sostanzialmente stabili (+0,3%).

La categoria dei rifiuti speciali comprende tutti quelli che non sono urbani, prodotti da industrie e aziende. Si differenziano in “non pericolosi” e “pericolosi”. I primi appartengono prevalentemente al settore manifatturiero, delle costruzioni e demolizioni e di alcune tipologie di trattamento dei rifiuti. I “pericolosi” sono generati dalle attività produttive che contengono al loro interno sostanze pericolose in concentrazioni tali da rappresentare un pericolo (ad esempio, raffinazione del petrolio, processi  chimici, industria fotografica, industria metallurgica, produzione conciaria e tessile, impianti di trattamento dei rifiuti, ricerca medica e veterinaria).

Nel 2014 sono stati gestiti (riciclati, smaltiti, ecc.) più rifiuti di quelli prodotti. Sono 133,8 milioni di tonnellate a fronte di una produzione di 130,5. Rispetto al 2013, si osserva un aumento del 3,3% del quantitativo totale dei rifiuti gestiti.

La principale forma di gestione è il recupero di materia (62,4%). L’1% dei rifiuti viene incenerito e l’8,5% finisce in discarica.

Scarica il Rapporto ISPRA

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