Economia circolare

Jaguar XE, ecco la super berlina in alluminio riciclato

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La casa automobilistica in un anno ha recuperato oltre 50 mila tonnellate di metallo, riducendo sprechi e aiutando l’ambiente.

Come fa un’automobile a essere nuova e, contemporaneamente, di seconda mano? No, non si tratta di una fregatura. È il nuovo miracolo dell’economia circolare, che rende possibile creare una vettura con materiale riciclato, senza farle perdere un grammo di qualità. Non si tratta di misconosciute marche appannaggio di fricchettoni o ambientalisti. Parliamo di Jaguar, il blasonato marchio britannico che celebra il primo anno del modello XE, una berlina sviluppata grazie al progetto di riciclo dell’alluminio Realcar.

Nel periodo 2015-2016, il colosso britannico ha recuperato più di 50 mila tonnellate di scarti di alluminio, l’equivalente in peso di 200 mila scocche XE, reintroducendole nel processo produttivo. In questo modo, ha ridotto il fabbisogno di alluminio primario e ha evitato l’immissione in atmosfera di più di 500 mila tonnellate di CO2 equivalente.

Il progetto Realcar, ben descritto in un suggestivo video di Jaguar, coinvolge 11 reparti presse del Regno Unito, dove è stato messo in opera un ciclo di separazione a circuito chiuso degli scarti d’alluminio, che vengono rimandati in produzione, trasformati in alluminio riciclato, e reimpiegati sui veicoli Jaguar e Land Rover. Il sistema, in pratica, consente di catturare e distribuire gli scarti di alluminio da fondere, riducendo gli sprechi e mantenendo elevati i livelli qualitativi e il valore del materiale. In questo modo, la casa automobilistica ha avuto enormi vantaggi in termini di sostenibilità, in quanto la produzione di alluminio riciclato consuma il 95% di energia in meno di quella dell’alluminio primario.

Condotto da Jaguar Land Rover, che ha investito oltre 7 milioni di sterline, e parzialmente finanziato da Innovate UK, il progetto ha consentito anche la realizzazione di una speciale lega di alluminio riciclato che accetta una percentuale più elevata di scarti recuperati. Questa lega, ad alta resistenza, è stata sviluppata da Novelis, partner del progetto, e impiegata per la prima volta nel 2014 proprio sulla Jaguar XE. Un progetto promettente, considerato che Jaguar ha già investito più di 7 milioni di sterline per adeguare al nuovo processo i reparti presse degli stabilimenti di Halewood, Castel Bromwich e Solihull, in Gran Bretagna.

Per maggiori informazioni, consulta il sito di Jaguar.

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