Economia circolare

Kyoto Club, l’arte di convincere le aziende a diventare verdi

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Intervista a Simonetta Badini, coordinatrice del gruppo di lavoro “Partecipazione e comunicazione ambientale” dell’associazione.

 

Ha appena lanciato un programma per rendere più efficace l’azione delle imprese italiane nella lotta ai cambiamenti climatici e per migliorare la propria competitività. E’ il Kyoto Club, organizzazione non profit che dal 1999 è attiva nel promuovere il rispetto dell’ambiente, coinvolgendo tutti: cittadini, imprese e istituzioni. Recycling Point ne ha parlato con Simonetta Badini, coordinatrice del gruppo di lavoro “Partecipazione e comunicazione ambientale” di Kyoto Club.

“Kyoto Club è un’organizzazione non profit, nata ufficialmente nel Febbraio del 1999, costituita da imprese, enti, associazioni e amministrazioni locali, impegnati nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il Protocollo di Kyoto, dagli obiettivi europei al 2030 e roadmap al 2050. Per raggiungere tali obiettivi, Kyoto Club promuove iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione nei campi dell’efficienza energetica, dell’utilizzo delle rinnovabili e della mobilità sostenibile. In qualità di interlocutore di decisori pubblici Kyoto Club si impegna, inoltre, a stimolare proposte e politiche di intervento mirate e incisive nel settore energetico-ambientale.”

Avete deciso di istituire un gruppo di lavoro su partecipazione e comunicazione ambientale: per quale motivo?

“L’attenzione all’ambiente nel nostro Paese risale a poco più di trent’anni fa, quindi ancora oggi siamo in una fase di promulgazione del messaggio eco-friendly e della conseguente maturazione di una coscienza collettiva. L’informazione concernente tematiche legate alla green economy e allo sviluppo sostenibile dei territori riveste, dunque, un ruolo centrale e va concepita secondo una connotazione strettamente educativa. Serve sensibilizzare emotivamente in direzione green! Questa la ragione che ha stimolato l’istituzione di un gruppo di lavoro specifico su “Comunicazione e partecipazione ambientale”.

Di cosa si occupa il gruppo di lavoro?

“Il gruppo, composto da esperti nell’ambito della eco sostenibilità e da me coordinato, si occupa della creazione di focus inerenti aspetti che abbracciano l’intero paradigma della tutela ambientale, dall’efficienza energetica al potenziamento delle energie rinnovabili, alla riduzione degli sprechi, alla economia circolare, al green public procurement. Vogliamo creare momenti di approfondimento e di scambio che favoriscano interazione e confronto tra tutti gli stakeholder.”

Chi sono i vostri interlocutori?

“La nostra azione comunicativa ha una destinazione plurale e sconfinata. I fruitori del nostro messaggio sono tutti coloro che hanno interesse a recepire e al contempo a diffondere modelli virtuosi e best-practice, con l’intento di amplificare atteggiamenti pro ambiente.”

Quali iniziative avete in programma?

“Abbiamo di recente stilato un prospetto programmatico per il 2016 che prevede tavole rotonde e incontri preparativi all’evento principe di raccoglimento, delineato per il prossimo ottobre. Si tratta di Ecoincentriamoci, green forum di convergenza tra esponenti illustri che dibatteranno, nel 2016, sul tema della “condivisione”, must ineludibile per un futuro più equo e solidale.”

Le azioni globali spesso partono dal locale: quanto è importante la sensibilizzazione sul territorio?

“L’espressione “Think global, act local” rappresenta l’assunto emblematico dello sviluppo sostenibile che non può prescindere dalla esaltazione delle identità e specificità locali per competere responsabilmente in un contesto planetario. Al fine di superare la standardizzazione uniformante, dettata da imposizioni stilistiche e consumistiche globalizzanti, bisogna riscoprire una dimensione locale più a misura d’uomo, che sappia rivalutare la qualità e il valore delle peculiarità storico-culturali dei territori. Una visione globale che parta però dal locale e, volendo usare un termine baumaniano, meglio sintetizzabile nel concetto di “glocalismo”: definizione che meglio esprime e contiene in sé le due sfere della modernità.” 

Quali sono gli obiettivi del gruppo di lavoro?

“Gli obiettivi sono essenzialmente dominati dalla volontà di creare sinergie tra i portatori d’interesse per accrescere le azioni di tutela verso l’ambiente.”

Qual è l’importanza dell’incontro di Parigi? Quali aspettative avete?

“Le aspettative sono di certo molto alte! Il vertice internazionale di Parigi sarà un momento decisivo per tentare una convergenza globale sull’emergenza climatica e raggiungere un accordo condiviso. Oggi più che mai un’azione unanime in tale direzione sarebbe auspicabile e rappresenterebbe un passo in avanti significativo verso una comune presa di coscienza e assunzione di responsabilità.”

Il 3 dicembre alle ore 10,30 Simonetta Badini terrà un webinar gratuito, nell’ambito del progetto Pratiche di Sostenibilità di Kyoto Club, dedicato alla comunicazione ambientale. Qui tutti i dettagli.

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