Normative

Lotta allo spreco alimentare, anche l’Italia ha la sua legge

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A differenza della analoga norma francese, non ci saranno sanzioni ma incentivi. Ecco cosa dice.

Recuperare e donare il cibo, invece che sprecarlo. Oltre che un’ottima idea, da adesso la pratica diventa anche una legge. Dopo il primo sì della Camera lo scorso marzo, il Senato ha infatti approvato in via definitiva un provvedimento contro lo spreco alimentare. Una norma del genere è già in vigore in Francia, con una significativa differenza: oltralpe il sistema è basato sulle penalità e sanziona chi non si adegua, mentre nella Penisola si punta sugli incentivi e sulla semplificazione burocratica.

Secondo Last Minute Market, ogni anno in Italia si sprecano 76 chili di cibo a testa, per un totale di 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti che finiscono nella pattumiera, con un costo per l’ambiente di 170 milioni di tonnellate di CO2. Per coltivare il cibo che sprechiamo, inoltre, vengono occupati 14 milioni di km quadrati di terreno agricolo. Se questa superficie fosse un Paese, sarebbe il terzo più grande al mondo dopo la Russia e il Canada.

La legge antisprechi definisce per la prima volta nell’ordinamento italiano i termini di “eccedenza” e “spreco” alimentare. Ecco le principali novità:

  • Si potrà scaricare l’Iva delle merci donate.
  • È prevista una riduzione della tassa dei rifiuti in proporzione alla quantità del cibo ritirato dalle associazioni.
  • Il riepilogo delle donazioni andrà fatto ogni mese, a consuntivo. Finora era richiesta una dichiarazione per le autorità sanitarie da compilare cinque giorni prima della cessione, adempimento che si potrà evitare fino a 15mila euro di cibo donato
  • Il pane potrà essere donato entro 24 ore dalla produzione.
  • Nel settore della ristorazione viene concesso ai clienti di portare a casa i propri avanzi con la “family bag”.
  • Sono stati stanziati 2 milioni per il 2016 al Tavolo Indigenti e un milione a testa a due fondi che si occuperanno di packaging innovativo e anti-spreco e della promozione presso i ristoranti delle “family bag”.
  • Potranno essere considerati “soggetti donatori” non soltanto le Onlus, ma anche gli enti pubblici, le mense scolastiche, aziendali e ospedaliere, gli esercizi commerciali, i supermercati, i ristoranti e le imprese.
  • Si potranno donare cibi e farmaci con etichette sbagliate (oltre che agli alimenti, la legge fa riferimento anche ai farmaci e ai vestiti), ma solo se le irregolarità non riguardano la data di scadenza o l’indicazione di sostanze che provocano allergie o intolleranze.
  • Per ridurre gli sprechi, le produzioni a chilometro zero saranno promosse dal ministero delle Politiche agricole.
  • Le associazioni di volontariato potranno recuperare e cedere a titolo gratuito i prodotti che rimangono a terra durante la raccolta agricola. È prevista anche la possibilità di distribuire beni alimentari confiscati (che oggi esiste ma è a discrezione dei magistrati).

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