Economia circolare

Olanda alla presidenza dell’Ue: sarà una guida green?

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Subito in agenda i dossier su economia circolare e inquinamento. E intanto a Rotterdam nasce la prima strada interamente riciclata.

 

L’economia circolare europea riparte dall’Olanda e con l’Olanda. Il Paese, che da gennaio ha la presidenza di turno dell’Unione europea, ha già fatto sapere che i due dossier prioritari in agenda sono appunto circular economy e limiti all’inquinamento dell’aria.

“Crescita sostenibile non significa solo ridurre le emissioni di CO2”, scrive la nuova presidenza Ue, secondo cui “la nostra economia non ha solo bisogno di diventare a prova di clima, ma anche circolare, in cui gli obiettivi economici convergono con un uso e riuso responsabile di materie prime ed energia“. 

L’obiettivo degli olandesi è arrivare a una posizione comune tra i 28 stati membri entro giugno 2016, per poi passare ai negoziati con Parlamento e esecutivo europei.

Sempre a inizio 2016 sono attese altre discussioni: quelle sulle direttive Habitat e Uccelli, le leggi ‘salva-natura’ attualmente in fase di revisione da parte della Commissione europea; i prossimi passi dopo la conferenza Onu sul clima di Parigi, specie rispetto ai nodi delle emissioni dei trasporti marittimi e aerei rimasti fuori dall’accordo globale; i trasporti sostenibili, tema tornato alla ribalta dopo lo scandalo Volkswagen.

L’Olanda non si limita solo a proporre, ma mette anche in pratica esempi virtuosi. L’ultimo caso riguarda la città di Rotterdam, dove si è deciso di usare asfalto riciclato al 100% per le piste ciclabili, grazie a una collaborazione che coinvolge il porto di Rotterdam, il principale costruttore olandese di strade KWS e la statunitense Arizona Chemical.

L’azienda chimica americana ha infatti sviluppato un composto con proprietà ringiovanenti per l’asfalto, capace di rigenerare il bitume utilizzato nel mix. L’additivo è ricavato dal tattolo, un liquido viscoso ottenuto come sottoprodotto nel processo di lavorazione della polpa del legno delle conifere.

Il prodotto è in grado di rendere affidabili e durevoli strade costruite interamente con asfalto riciclato. Un risultato sorprendente, considerato che fino ad oggi la percentuale di materiale di riciclo nell’asfalto si limita al 30%: un limite che, se superato, portava a problemi come crepe, sprofondamenti o deterioramenti.

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