Scenari

Raccolta differenziata? Meglio affidarla a un robot

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Arrivano le macchine intelligenti in grado di selezionare i materiali: una soluzione che potrebbe rivoluzionare il settore.

 

La quarta legge della robotica? Fare la raccolta differenziata. Isaac Asimov sarebbe stato costretto a aggiungere qualche riga ai suoi celeberrimi assiomi sugli androidi, se solo avesse previsto gli sviluppi dell’economia circolare. I robot, infatti, si stanno rivelando molto più efficienti degli umani nella selezione e nella raccolta dei materiali da recuperare e potrebbero un giorno sostituirli completamente. Il primo passo in questa direzione lo sta facendo l’azienda spagnola Sadako Technologies, che ha riprogrammato robot per riposizionarli nella catena del riciclo.

Insegnando alle macchine a individuare i materiali di valore, l’azienda intende tagliare i costi di selezione di oltre il 50%, cambiando completamente l’economia del settore. Ai robot piace fare lavori sporchi, noiosi e pericolosi. A loro non importa stare sul nastro trasportatore tutto il giorno o rischiare di ferirsi se qualcuno infila una siringa usata nel sacco della spazzatura. In questo modo, le macchine diventano perfette per il riciclo e nei prossimi anni potrebbero prendere il sopravvento, con benefici per il business del riciclo, per gli enti locali e per chi paga le tasse.

I robot di Sadako, che usano un sistema di aspirazione ad aria compressa per prelevare i materiali dal nastro trasportatore, sono già stati installati in due impianti vicino a Barcellona e stanno per sbarcare in una terza struttura. Secondo l’azienda, gli impianti possono ammortizzare il costo delle macchine in circa un anno.

“Abbiamo intrapreso questa strada perché in molti impianti di trattamento alcuni materiali finivano nella spazzatura senza essere differenziati – spiega Eugenio Garnica, fondatore di Sadako – Le macchine tradizionali non erano efficienti in termini di costo per alcuni flussi e il materiale recuperato valeva meno del salario della forza lavoro impiegata”.

I robot sono già usati in molti settori, come quello automobilistico e quello alimentare. La sfida di Sadako è applicare l’intelligenza artificiale necessaria alle macchine per il riciclo in modo da renderle capaci di discernere cosa deve essere recuperato. E’ per questo che ha programmato i robot esponendoli a ore di nastro trasportatore, in modo tale che comincino a imparare le caratteristiche di ciascun prodotto e dunque decidere cosa va preso e cosa no.

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