Normative

Regioni Ue, alzare riciclo rifiuti da 65% a 70% nel 2030

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Lo stabilisce un parere approvato dalla Plenaria del Comitato europeo delle Regioni. Il testo si inserisce nella revisione della normativa sui rifiuti.

Il gioco al rialzo parte dal basso. Gli amministratori regionali e locali dell’UE hanno chiesto di alzare a quota 70% il riciclo dei rifiuti urbani per il 2030, rispetto al 65% delle regole proposte della Commissione europea. Lo stabilisce un parere approvato dalla Plenaria del Comitato europeo delle Regioni (Cdr), messo a punto da Domenico Gambacorta, sindaco di Ariano Irpino e presidente della Provincia di Avellino.

“Sono molto soddisfatto per questo risultato – ha commentato Gambacorta dopo il voto – credo che siano stati migliorati alcuni aspetti delle quattro direttive sui rifiuti che sono state proposte a dicembre dalla Commissione europea. Abbiamo avuto tempi rigorosissimi, rispettando le tabelle di marcia che ci erano state imposte”. “Credo che il parere del Comitato delle regioni sia importante perché la responsabilità dei rifiuti ricade essenzialmente sulle comunità locali – ha continuato il presidente della Provincia di Avellino – ed è fondamentale anche mettere l’accento sul valore dei rifiuti stessi, che possono creare posti di lavoro, fornire materia seconda, tutte cose che non sottovaluterei in un momento di crisi”.

Il testo si inserisce nella revisione in corso a Bruxelles della normativa comunitaria sui rifiuti, dopo che, nel dicembre scorso, la Commissione Ue ha presentato un nuovo pacchetto normativo sull’economia circolare. Il Comitato delle Regioni ha voluto alzare l’asticella rispetto agli obiettivi fissati dall’esecutivo, che alcuni già considerano di difficile realizzazione, proponendo di portare dal 65% al 70% la quota di rifiuti urbani da riciclare nel 2030.

“Sono obiettivi ambiziosi ma realistici – ha spiegato Gambacorta – per raggiungerli occorre naturalmente una partecipazione non solo da parte delle istituzioni ma anche da parte dei cittadini e delle imprese, che in qualità di produttori hanno la responsabilità di investire in ricerca e sviluppo per cercare di rendere meno problematici alcuni smaltimenti che non devono più avvenire in discarica”.

Altra novità proposta dal parere, il riferimento nella normativa comunitaria a una sorta di ‘Patto dei sindaci‘ sulla gestione dei rifiuti, per favorire un cambiamento di mentalità dal basso, e per un impegno ad agevolare la raccolta differenziata e l’industria del riciclo, con autorizzazioni più veloci e tempi più rapidi.

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